Intelligenza artificiale in Clefo
Ultimo aggiornamento: agosto 2026
Clefo risponde ai messaggi WhatsApp dei tuoi clienti usando sistemi di intelligenza artificiale. Questa pagina spiega quali sono, cosa fanno, cosa non fanno e dove sbagliano. È scritta per essere letta da chiunque, non solo da chi si occupa di tecnologia.
Quali sistemi usiamo
Il servizio si basa su modelli forniti da OpenAI, azienda statunitense. Clefo non addestra modelli propri.
- gpt-4o-mini (OpenAI) — genera le risposte ai messaggi dei clienti, a partire dalle informazioni che il titolare dell'attività ha configurato: servizi, prezzi, orari, domande frequenti e regole.
- whisper-1 (OpenAI) — trascrive le note vocali in testo, così l'assistente può leggerle. È spenta salvo che il titolare la accenda.
I dati necessari a generare una risposta vengono trattati anche fuori dall'Unione europea. Le basi giuridiche e le garanzie sono descritte nell'informativa sulla privacy.
Cosa fa, e cosa non fa
- Risponde a domande su servizi, prezzi e orari, usando solo ciò che il titolare ha scritto nella configurazione.
- Propone gli orari liberi e registra un appuntamento in agenda, se l'attività ha attivato le prenotazioni.
- Registra un contatto o, se l’attività ha attivato il trasferimento, passa la conversazione a una persona.
- Segnala al titolare quando non sa rispondere, invece di inventare — se il titolare non ha spento quell’avviso.
Cosa non fa
- Non prende decisioni su di te: non valuta persone, non assegna punteggi, non concede o nega niente.
- Non fa profilazione pubblicitaria né vende dati.
- Non usa dati biometrici e non deduce da essi emozioni o caratteristiche personali.
- Non dà pareri medici, legali o professionali.
Le persone sanno di parlare con un assistente automatico
Alla prima risposta che l’assistente scrive, in ogni conversazione, dichiara di essere automatico, nella lingua in cui risponde. Non è una scelta del singolo negozio: è il prodotto a farlo, perché l’obbligo è di chi fornisce il sistema. Un titolare può disattivare quella dichiarazione, ma solo dopo che gli abbiamo spiegato cos’è, e la scelta resta registrata con la data e il suo nome utente.
Il titolare può inoltre attivare la modalità approvazione: in quel caso ogni risposta gli viene mostrata e parte solo quando è lui a premere invia. Nessuna risposta in attesa viene inviata da sola allo scadere di un tempo.
I limiti, detti chiaramente
- Può sbagliare. Un modello linguistico produce la risposta più probabile, non necessariamente quella giusta.
- Sa solo ciò che il titolare gli ha scritto. Se una configurazione è incompleta o si contraddice, la risposta ne risente.
- Non sostituisce un parere professionale, e per le cose che contano davvero conviene parlare con una persona.
- Va supervisionato. Il prodotto lo mette in condizione di esserlo — cronologia leggibile, modalità approvazione, avvisi al titolare — ma la supervisione è una responsabilità di chi lo usa.
Come parlare con una persona
Se stai scrivendo all’assistente di un’attività, puoi chiedere di parlare con una persona. Se quell’attività ha attivato il trasferimento, la conversazione passa a chi ci lavora; altrimenti l’assistente avvisa il titolare. Per un reclamo o una questione di soldi non decide da solo in nessun caso.
Per domande su Clefo come servizio, invece, puoi scrivere a info@clefo.it.
Chi risponde di cosa
Nel linguaggio del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, Clefo si qualifica come fornitore del sistema e l’attività che lo usa come utilizzatore — è la lettura che diamo della norma applicata a come funziona il prodotto, non un accertamento di un’autorità. Su questa base gli obblighi di trasparenza verso di te sono di Clefo, e li assolve il prodotto. Cosa l’assistente sa e cosa può fare — prezzi, orari, regole, se può prenotare — lo decide l’attività.
